Domande frequenti su  HIV

Che cosa è il test HIV?

Il test HIV è l'esame per sapere se si è stati infettati dal virus dell'HIV. Può essere eseguito su sangue (ricerca di anticorpi e porzioni virali) oppure su saliva (ricerca dei soli anticorpi). Visita la pagina dedicata

Che cosa è l’infezione da HIV?

È una infezione virale, il cui responsabile è il virus della immunodeficienza umana (HIV è una sigla inglese: H=human  I=Immunodeficiency V=Virus). L'HIV attacca  le cellule del nostro sistema immunitario (il nostro sistema di difesa), distruggendole nel corso degli anni se non viene riconosciuto precocemente. Le persone affette sono così molto più facilmente esposte a malattie che l’organismo sarebbe normalmente in grado di combattere. Queste malattie possono diventare gravi e mortali.  Se ciò accade la persona infetta entra nella fase di infezione conclamata, l’AIDS (altra sigla inglese che significa sindrome dell’immunodeficienza acquisita A=Acquired I=Immuno D=Deficiency S=Syndrome).

Cosa vuol dire essere sieropositivo per HIV?

Sieropositività per HIV è la presenza di anticorpi contro il virus HIV che significa che il soggetto è stato infettato dal virus dell'HIV. Se ci sono gli anticorpi c’è anche il virus HIV.

Essere sieropositivo vuol dire avere l’AIDS?

Essere sieropositivi non significa essere malati di AIDS

AIDS (sigla inglese che significa sindrome dell’immunodeficienza acquisita A=Acquired I=Immuno D=Deficiency S=Syndrome) è la conclamazione dell’infezione da HIV che si verifica quando le difese immunitarie dell’individuo sono gravemente deteriorate.  Le persone con AIDS sono così molto più facilmente esposte a malattie che l’organismo sarebbe normalmente in grado di combattere. Queste malattie possono diventare gravi e mortali.

Dove è presente il virus HIV?

Il virus HIV è presente in tutti i fluidi corporei delle persone sieropositive ma solo nel sangue, nello sperma, nelle secrezione prespermatiche, nelle secrezioni vaginali e nel latte materno è presente in quantità sufficiente per poter infettare altre persone. Invece La concentrazione del virus negli altri liquidi corporei (urine, sudore, saliva, lacrime) è ritenuta troppo bassa per causare contagio.

Esistono “categorie a rischio” per l’infezione da HIV?

Non esistono “categorie a rischio” di contrarre l'HIV, ma “comportamenti a rischio”. Pensare che l'HIV colpisca solo le persone omosessuali, i tossicodipendenti o chi ha rapporti sessuali con prostitute è un luogo comune che non corrisponde alla realtà. Ogni persona può contrarre il virus se non si attiene alle norme di prevenzione (uso di preservativi in tutti i rapporti sessuali e uso di siringhe e strumenti per la preparazione e il consumo di droghe a solo uso personale).

Perché si considerano a maggior rischio di infezione da HIV i rapporti sessuali di tipo anale?

Perché la mucosa anale è molto fragile e durante il rapporto sessuale anale si possono creare delle ferite anche non evidenti (microlesioni) che potrebbero aumentare la possibilità del passaggio del virus.

Le persone che hanno contratto l’HIV per contatto di sangue infetto possono trasmettere l’infezione durante i rapporti sessuali?

Sì, se non usano sempre e correttamente il preservativo cioè in tutti i rapporti sessuali dall’inizio per tutta la durata e fino al termine degli stessi senza che si rompa o si sfili.

Qual è la differenza tra HIV e AIDS per quanto riguarda il contagio?

Nessuna: l’AIDS è la forma conclamata successiva all’infezione da HIV.

L’HIV può penetrare attraverso la cute integra, cioè senza lesioni?

No, perché la pelle è una protezione, un “rivestimento” che funziona da barriera per il nostro organismo

Nella vita di tutti i giorni c’è rischio di contagio per HIV?

No. L’uso in comune di stoviglie, servizi igienici, strette di mano, piscine, palestre, saune, bagni pubblici e tutto quello che fa parte della vita quotidiana non costituisce un rischio. Attenzione va posta per gli oggetti di uso personale (forbicine, spazzolini da denti, rasoi) eventualmente contaminati con liquidi biologici.

La terapia per l’HIV elimina la possibilità di trasmettere il virus?

No, il virus rimane presente nell’organismo e può essere trasmesso con un rapporto sessuale a rischio.

Esiste una cura per l'infezione da HIV?

Esistono una serie di farmaci che vengono assunti dalle persone sieropositive (la cosiddetta terapia antiretrovirale) che riescono a controllare l’infezione, perché bloccano la moltiplicazione del virus e la sua diffusione nell’organismo prevenendo l’insorgenza di AIDS. Tali farmaci non sono però in grado di eliminare il virus. Quindi attualmente l’infezione da HIV non può guarire ed è sempre un’infezione cronica. HIV è una infezione curabile ma non guaribile.

Cos'è il periodo finestra?

Si definisce periodo finestra il tempo necessario all'organismo per sviluppare gli anticorpi specifici contro le infezioni.

Qual è il periodo finestra per l’HIV?

Con i test di ultima generazione, che sono in grado di rilevare sia gli anticorpi specifici per HIV sia alcune porzioni del virus HIV, il periodo finestra è di 3 mesi. Quindi è considerato definitivo l’esito di un test eseguito dopo 3 mesi dall’ultimo comportamento a rischio.

Se il test per HIV su sangue è risultato positivo significa che è avvenuto il contagio?

Se un test è positivo ed è stato confermato con il test Western Blot, che è appunto il test di conferma del test HIV, significa in maniera definitiva che è avvenuto il contagio.

Se un test su saliva per HIV è risultato positivo significa che è avvenuto il contagio?

Il test su saliva deve essere confermato con il test di conferma su sangue (Western Blot): solo in caso di positività di quest’ultimo il risultato è definitivamente positivo.

Se non ho ancora compiuto 18 anni posso effettuare il test dell’HIV senza il consenso dei miei genitori?

Allo stato attuale, l'ordinamento non consente al minore di accedere al test senza il consenso dei soggetti esercenti la potestà o l'autorizzazione del giudice tutelare appositamente adito. È molto discussa l'opportunità di permettere ai c.d. "grandi minori" (16 - 17 anni) di eseguire il test senza il consenso dei genitori. Tali proposte di modifica delle norme vigenti sono volte a consentire l'accesso al test al "grande minore", qualora dal colloquio preliminare emerga che ci siano stati comportamenti a rischio. Nel caso di esito positivo del test HIV è previsto un percorso di accompagnamento del minore alla comunicazione del risultato ai soggetti esercenti la potestà genitoriale.

Le donne sono più a rischio di contrarre HIV?

Le donne che hanno rapporti non protetti sono più a rischio di trasmissione del virus rispetto ai maschi in quanto la conformazione dei genitali femminili espone ad un contatto più prolungato con liquidi potenzialmente infettanti

 

Domande frequenti su  Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST) e HIV

 

Come si trasmettono il virus HIV e le IST?

L'infezione da virus HIV e le IST si trasmettono per:

via sessuale, attraverso rapporti di penetrazione vaginale, anale e rapporti oro-genitali non protetti;contatto di sangue infetto, attraverso lo scambio di siringhe contaminate o contatto diretto tra ferite cutanee, profonde, aperte e sanguinanti;via materno-fetale, dalla madre infetta al feto.per alcune infezioni è sufficiente il contatto con la pelle dei genitali esterni in genere e i peli pubici (pidocchi, scabbia).

Quali sono i rapporti più a rischio per la trasmissione dell’HIV e delle IST?

Tutti i rapporti sessuali non protetti (anali, vaginali, oro-gentitali) sono a rischio di contagio. Il rischio maggiore si verifica nei rapporti anali, perché la mucosa anale è molto fragile e soggetta alla formazione di microferite che aumentano la possibilità del passaggio del virus e dei microrganismi. I rapporti vaginali non protetti hanno un rischio leggermente inferiore. I rapporti oro-genitali hanno differente rischio a seconda del tipo d’infezione.

Il bacio può trasmettere HIV/IST?

Baciare una persona sieropositiva non è causa di contagio se non in presenza di lesioni sanguinanti importanti nella bocca. Neppure utilizzare lo stesso bicchiere, le stesse posate o scambiarsi la sigaretta è causa di trasmissione del virus. Con un bacio, ma sempre in presenza di lesioni, è possibile, invece, contrarre altre IST (es. sifilide).

Il rapporto oro-genitale (bocca-pene, bocca-ano, bocca-vagina) è a rischio di trasmissione per HIV/IST?

Sì, pertanto va utilizzato il preservativo, sempre dall’inizio del rapporto. In commercio esistono preservativi di diversi tipi per quanto riguarda gli aromi, la stimolazione, i colori, il comfort e, anche, per chi ha problemi di allergia, al lattice.

Se entrambi i partner sono positivi per l’HIV, il preservativo va comunque utilizzato?

Sì, perché è importante che non venga “passato” il tipo di virus più aggressivo da una persona all’altra.

Come ci si proteggere da HIV/IST?

Per scongiurare il rischio di trasmissione delle infezioni è necessario l'uso corretto del preservativo in tutti i rapporti sessuali (vaginale, anale e orale) con partner occasionali. Usare correttamente il preservativo significa indossarlo dall’inizio del rapporto, per tutta la durata e fino al termine dello stesso senza che si rompa o si sfili.

Il preservativo deve essere usato anche per un solo rapporto sessuale?

Sì, perché ci si può infettare con HIV/IST anche con un solo rapporto sessuale.

Come posso sapere se ho contratto l’infezione da HIV o altra IST?

Alcune IST hanno sintomi caratteristici (es. le vescicole dell'herpes sulla bocca o sui genitali, secrezioni anomale dal pene o dalla vagina, arrossamenti, bruciori o lesioni ai genitali, la presenza visibile delle piattole sui peli pubici), altre hanno, invece, una sintomatologia meno evidente o assente. Quindi se pensi di essere stato a rischio rivolgiti al tuo medico o ad un centro che si occupa di IST per una visita e gli eventuali accertamenti specifici.

Non avere sintomi è indice di salute e benessere?

Purtroppo non sempre. Ci sono infezioni a trasmissione sessuale che possono non dare sintomi ma ugualmente essere trasmesse e/o causare problemi a distanza di tempo, come la Chlamydia, le epatiti, l’infezione da HIV e altre.

Quando è indicato sottoporsi al test per l’HIV e per le altre IST?

Quando c’è stato un comportamento sessuale a rischio e/o sono presenti dei sintomi.

Quanto tempo deve passare dall’”evento rischio” per poter effettuare i test per HIV e altre IST (e avere la certezza della risposta)?

Il test per l’HIV è da considerarsi valido dopo 3 mesi dal rischio; il test di 4° generazione può dare una risposta già dopo 45 giorni. Le altre IST hanno tempi differenti per l’esecuzione dei test (periodo finestra). Comunque, prima e dopo il test, è importante avere un colloquio con il medico. Per approfondimenti guarda anche la sezione IST.

I test per l’HIV/IST sono sempre attendibili (“Posso stare tranquillo?”)?

I test attualmente utilizzati sono altamente affidabili. È importante, però, fornire al personale sanitario tutte le informazioni utili per una corretta valutazione sull’opportunità degli esami e per l’interpretazione corretta dei risultati dei test (vedi periodo finestra).

Per sottoporsi al test si deve essere a digiuno?

Non è necessario essere a digiuno prima di sottoporsi ai test di screening/diagnosi per HIV/IST.

Come viene garantito l’anonimato?

L’anonimato è garantito dal fatto che non è necessaria né l’impegnativa del medico curante né la tessera sanitaria e non è richiesto nessun documento di identificazione. Ad ogni utente viene assegnato un codice numerico personale.

 

Domande frequenti su Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST)

Cosa sono le IST?

Le IST sono infezioni sessualmente trasmesse, cioè che si contraggono attraverso i rapporti sessuali non protetti. Sono causate da virus, batteri, funghi e altri microorganismi. Hanno sintomi e decorso differenti, prevedono cure diverse.

Quali sono i test per le IST?

Sono test su sangue, saliva, urina e tamponi.

Quali IST posso contrarre con la masturbazione reciproca?

Con la masturbazione reciproca e il petting (contatto tra pelle e organi genitali) è possibile contrarre l'Herpes, il Papillomavirus (HPV), i pidocchi, la scabbia e la sifilide.

Da cosa protegge la vaccinazione per HPV?

Protegge dai 4 genotipi (6,11,16, 18) del Papillomavirus (HPV), che sono i più frequenti responsabili del tumore all’utero e dei condilomi. La protezione, però, non è completa e quindi è importante affiancare lo screening periodico nelle donne (Pap test) e utilizzare il preservativo nei rapporti. Attualmente, in Italia, il vaccino è proposto gratuitamente alle giovani, fascia d’età 11-12 anni. (vedi HPV)

 

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