Agile, veloce, ti giri e ti volti parcheggi dove vuoi ma ...

 Motociclista

 

 

 

 

 

 

 

Se sbatti... sbatti.

Insieme al senso di libertà la moto e i motorini si portano dietro la fragilità di chi è senza guscio

 

Sono io il campione

La sfida con sè stessi, il rischio portato al limite, la competizione con gli altri, in moto, diventano difficili da controllare

 

Un guizzo e sono libero,  inafferrabile

Gli altri, là dietro, nella morsa del traffico... una euforia che mi piacerebbe ripetere.re..re...re

 

L'imprevedibilità del mondo

Altri si muovono, pensano, hanno fretta o sono distratti

 

 

 

Sulle strade extraurbane gli incidenti più gravi

In Italia i veicoli a due ruote vengono utilizzati prevalentemente in ambito urbano per gli spostamenti “casa-lavoro” come mezzo di trasporto privato in qualsiasi giorno dell’anno e con qualunque condizione meteo. Questo per evitare la congestione del traffico urbano, ovviare alla mancanza di adeguati mezzi di trasporto e alla scarsità di parcheggi. Nel 2010 sulle strade urbane si sono verificati 62.238 incidenti con coinvolgimento di un motoveicolo (87,5% del totale), che hanno causato 73.826 feriti (87,3% del totale) e 655 morti (52,7% del totale) (Prospetto 3).

Sulle altre strade extraurbane, ad esclusione delle autostrade, comprensive delle strade statali, provinciali, comunali extraurbane e regionali, si sono verificati 7.614 incidenti (il 10,7% del totale) che hanno causato 9.913 feriti (10,9% del totale) e 544 decessi (43,8%).

Gli incidenti stradali nel complesso avvengono più spesso sulle strade urbane, ma è sulle strade extraurbane che si verificano gli incidenti più gravi. Questo dato è confermato e accentuato se si considerano gli incidenti dei veicoli a due ruote. L’indice di mortalità per gli incidenti con veicoli a due ruote sulle strade extraurbane è, infatti, di 7,1 morti per 100 incidenti, contro i 5 morti per 100 registrati per il totale degli incidenti. Sulle strade urbane, invece, gli incidenti di entrambi i tipi sono meno gravi: l’indice di mortalità è pari a 1,1 morti per 100 incidenti

A Milano, Genova e Napoli risulta più elevata, rispetto agli altri comuni considerati, la percentuale di incidenti stradali che riguardano veicoli a due ruote isolati; di contro a Verona e a Messina è più elevata la percentuale di incidenti in cui oltre a un motoveicolo è coinvolto anche un altro veicolo

Rischio incidenti mortali più elevato il sabato, la domenica e il mattino presto

Il giovedì e il venerdì sono i giorni della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti (11.438 e 11.458 rispettivamente) e di feriti (13.322 e 13.394 rispettivamente), mentre il sabato presenta la frequenza più elevata per i decessi (247). L’indice di mortalità presenta il valore massimo (3,6 morti ogni 100 incidenti) la domenica, seguito dal sabato (2,6 morti ogni 100 incidenti).

Soltanto il sabato e la domenica l’indice di mortalità per i motoveicoli è superiore alla mortalità nel complesso, mentre negli altri giorni della settimana l’indice risulta sempre più basso.

Per quanto concerne la distribuzione di incidenti e feriti durante l’arco della giornata si registra un picco tra le 17 e le 19, quando si cumulano gli effetti dell’aumento della circolazione dovuto agli spostamenti dal luogo del lavoro verso l’abitazione con altri fattori, quali l’accumulo di stress da lavoro e la difficoltà di percezione visiva per la riduzione della luce naturale non ancora sostituita da quella artificiale.

L’indice di mortalità raggiunge valori molto elevati tra le 4 e le 6 della mattina. In questa fascia oraria la mortalità per incidenti con i veicoli a due ruote è superiore alla mortalità del totale degli incidenti.

Più incidenti mortali su veicoli a due ruote isolati

La maggior parte degli incidenti stradali in cui è coinvolto un veicolo a due ruote avviene tra due o più veicoli (80% dei casi) . I restanti casi (20%) riguardano sinistri in cui è coinvolto un veicolo a due ruote isolato.

Nell’ambito degli incidenti tra veicoli, la tipologia più diffusa è lo scontro frontale laterale (40,8% dei casi), seguita dallo scontro laterale (18,1% dei casi). Tra i sinistri che riguardano veicoli isolati, la fuoriuscita rappresenta il caso più diffuso (7,7%). L’investimento di pedone rappresenta il 4,6% degli incidenti.

L’indice di mortalità mostra come gli incidenti che riguardano veicoli isolati siano più pericolosi di quelli tra veicoli, con un indice di mortalità pari a 2,7 morti per 100 rispetto a 1,5 morti per 100. Nello specifico, la tipologia di sinistro più pericolosa è l’urto con un ostacolo (5,3 morti ogni 100 incidenti), lo scontro frontale tra più veicoli (4,0 morti ogni 100 incidenti) e la fuoriuscita del motoveicolo isolato (3,0 morti ogni 100 incidenti).

Guida distratta e velocità troppo elevata principali cause di incidente

L’analisi delle circostanze accertate o presunte di causa di incidente che coinvolge almeno un motoveicolo mette in evidenza come, nell’ambito dei comportamenti errati di guida, la guida distratta, la velocità troppo elevata e il mancato rispetto delle regole di precedenza sono le prime tre cause di incidente (escludendo il gruppo residuale delle cause di natura imprecisata) (Prospetto 8). I tre gruppi costituiscono complessivamente il 47,6% dei casi.

Con riferimento alla categoria di utenti della strada, per i veicoli a due ruote si nota una percentuale più alta di cause legate sia alla velocità troppo alta, soprattutto sulle strade extraurbane, sia al mancato rispetto delle regole di precedenza sulle strade urbane.

Analizzando il fenomeno per tipologia di motoveicolo si evidenzia come per i ciclomotori la terza causa sia il mancato rispetto delle regole di precedenza, con una percentuale molto elevata per i motocicli.

Per le loro caratteristiche di flessibilità nel traffico, gli ingombri ridotti e i consumi contenuti, i veicoli a due ruote sono una soluzione efficace per la mobilità urbana. Gli effetti benefici sono controbilanciati da una esposizione al rischio di incidente maggiore rispetto agli altri utenti della strada. In tutta Europa le statistiche dimostrano che una gran parte di incidenti in motoveicolo sono causati da errori umani. A questi si aggiungono fattori di rischio come le condizioni del fondo stradale, le condizioni meteorologiche e gli ostacoli

Principali vittime i giovani adulti

I morti in incidenti stradali con almeno un veicolo a due ruote sono 1.244, di cui il 91% sono uomini (Prospetto 9). La classe di età in cui si registra il maggior numero di decessi è tra 30 e 44 anni: un morto su tre è un giovane adulto (il 33% dei morti è nella classe di età 30-44 anni). Per le donne, si registra un picco anche nelle età anziane, oltre i 65 anni di età: si tratta di un discreto numero di donne che muoiono investite da motoveicoli. Per quanto riguarda i feriti in incidenti stradali con un veicolo a due ruote, le età per le quali si registrano frequenze più elevate sono, per entrambi i sessi, quelle comprese tra 30 e 44 anni.

L’età dei morti o feriti (30-44 anni) dimostra come il motoveicolo sia diventato un mezzo alternativo all’automobile per gli spostamenti sistematici “casa-lavoro”. Il calo che si registra nelle fasce di età successive (dai 45 anni in poi) si può imputare sia ad un numero inferiore di utilizzatori, sia ad una maggiore consapevolezza dei pericoli del mezzo e della strada dovuta all’esperienza di guida.

Dai 18 ai 29 anni il numero di utilizzatori delle due ruote aumenta considerevolmente e quindi si riscontra un trend crescente anche nel numero degli infortunati. Nell’età post-lavorativa, invece, il motoveicolo diventa una scelta e non più una necessità, con un andamento costante del numero di infortunati.

Rispetto all’obiettivo fissato dall’UE nel Libro Bianco del 2001, che prevedeva la riduzione della mortalità del 50% entro il 2010 per l’incidentalità stradale nel complesso, l’Italia ha raggiunto una diminuzione del 42,4% del numero dei morti. Analizzando l’andamento del numero dei morti che si è avuto nello stesso periodo, per gli incidenti in cui sia stato coinvolto almeno un motoveicolo, la riduzione risulta solamente del 19,2%.

La riduzione del numero dei morti, registrata per tutte le classi di età, è stata chiaramente più consistente nelle età in cui era più elevato il numero delle vittime;

 

 

 

in moto PDF