ma... la patente ce l'hai?

 

Ora guido io, ma agli amici cosa dico?

 

..... se non ti rispondo è perchè stò guidando, poi  richiamo io

..... se stò arrivando in macchina e sono in ritardo non chiamatemi dopo un minuto, aspettate!

..... se sono in ritardo non accellero, mi prendo la cazziata

..... se volete viaggiare più veloci... guidate voi la vostra macchina

..... se devo guidare, aiutatemi a non bere

..... e allacciati stà cintura!

 

Cinture sicurezza

 

 

INFO incidenti stradali:

 

Rapporto ACI-ISTAT 2011

Ogni anno vengono raccolti e analizzati i dati relativi alla localizzazione degli incidenti stradali mediante la rilevazione degli incidenti stradali che l’ISTAT conduce con la compartecipazione dell’ACI (Automobile Club d’Italia) e di numerosi enti pubblici istituzionali.

Questa fonte di dati permette di raccogliere le informazioni relative agli incidenti con lesioni alle persone rilevati sulla rete stradale del territorio nazionale, verbalizzati da un’autorità di Polizia o dai Carabinieri, avvenuti su una strada aperta alla circolazione pubblica e che hanno causato lesioni a persone, morti e/o feriti, con il coinvolgimento di almeno un veicolo.

I dati riportati nel rapporto ACI-ISTAT 2011 (13), mostrano che in Italia, rispetto al 2010, sono ulteriormente diminuiti gli incidenti stradali (-2,7%), e di conseguenza sono diminuiti sia il numero dei feriti (-3,5%) che, in maniera più consistente, il numero dei morti (-5,6%). In Italia vi è un trend in diminuzione dell’indice di mortalità (numero di morti ogni 100 incidenti), passato in Italia da 2,03 nel 2001 a 1,46 nel 2011 per i maschi e da 0,67 a 0,42 per le femmine. A partire dal 2001, si evidenzia una riduzione della percentuale annua del numero di morti sempre più consistente nel tempo (Figura 13).

Per i maschi, la tendenza alla riduzione dell’indice di mortalità è più consistente nelle regioni del nord; per le femmine tale riduzione è più accentuata nelle regioni del sud mentre, a fronte di una riduzione riscontrata negli anni 2001-2007, nelle regioni del centro si osserva una nuova tendenza all’aumento negli ultimi anni. Tra le donne, infine, non si registrano trend significativi dell’indice di mortalità nelle regioni del Nord-Ovest.

Tra il 2001 e il 2011, l’indice di mortalità è diminuito nelle strade statali, regionali e provinciali al di fuori dei centri abitati, oltre che nelle autostrade passando da 6,9 a 4,7 per la prima tipologia di strade e da 5,1 a 3,1 nel secondo caso con una variazione in termini di morti registrata solo nell’ultimo anno pari a -9,1 e -10,1 rispettivamente (Figura 14).

La tendenza alla riduzione dell’indice di mortalità assume andamenti diversi a seconda della classe di età considerata. La Figura 15 evidenzia che, tra il 2001 e il 2011, il numero di morti

per incidente stradale è diminuito costantemente nella classe di età 30-44 e in quella 18-29.

 

  

Figura 15. Numero di morti a causa di incidente stradale per classi di età (2001-2011)

Fonte: Elaborazioni ONA-CNESPS e WHO CC Research on Alcohol su dati ACI-ISTAT

 

Nella classe di età degli ultra 65 anni, successivamente alla diminuzione registrata tra il 2001 e il 2007, si è stabilizzato il numero di decessi. Non si registrano infine variazioni consistenti

nelle altre classi di età nel corso degli ultimi 10 anni. Le classi di età giovanili così come quelle anziane, si confermano, nonostante le diminuzioni osservate nel corso degli anni, le fasce di

popolazione dove si registra il più alto numero di decessi per incidente stradale.

Analizzando la Figura 16 si osserva che a livello nazionale il venerdì è il giorno della settimana in cui si concentra il maggior numero di incidenti con lesioni a persone (32.121 pari al 15,6% del totale), mentre il sabato presenta la frequenza più elevata di decessi (641, pari al 16,6% del totale). L’analisi della distribuzione di incidenti nell’arco della giornata mostra tuttavia un primo picco di incidentalità stradale nel fine settimana, in particolare il venerdì e il sabato, nelle ore notturne (tra le 22 e le 6 di mattina), sia sulle strade urbane che su quelle extraurbane e una conseguente minor frequenza di incidenti stradali nelle ore notturne dei giorni feriali. Osservando la distribuzione dei morti nel corso della settimana, si registra come per gli incidenti stradali, una maggior frequenza di eventi nelle ore notturne nel fine settimana, con picchi massimi registrati il venerdì per le strade urbane e il sabato nelle strade extraurbane.

La distribuzione dei morti nelle ore diurne infine, presenta valori più elevati di quelli registrati a livello giornaliero, nel corso dei giorni feriali (lunedì martedì e mercoledì) e la domenica; i dati della relazione sull’incidentalità stradale presentata dall’ISTAT in collaborazione con l’ACI, mostrano che un primo picco di incidenti stradali con lesioni alle persone, nella fascia oraria nella quale si effettuano gli spostamenti casa-lavoro e casa-scuola e in secondo picco si osserva tra le 12 e le 13 in corrispondenza dei tragitti scuola-casa e in relazione alla mobilità di alcune categorie di lavoratori (professionisti, commercianti, ecc.) che usufruiscono dell’orario non continuato e una punta massima di incidentalità intorno alle ore 18, quando si registrano i maggiori spostamenti dal luogo del lavoro.

Road Safety PIN Report

L’obiettivo dell’Unione Europea di dimezzare le morti per incidenti stradali entro il 2010 è stato quasi raggiunto anche in Italia, dal momento che i dati della Polizia Stradale indicano che il tasso di incidenti mortali è diminuito per un valore superiore al 40% nel decennio 2001-2010.

Nel 2010 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha sviluppato una serie di Iniziative per la Sicurezza Stradale da mettere in atto nel decennio 2011-2020, con la risoluzione A/64/255 (14), finalizzate a stabilizzare e successivamente ridurre ulteriormente il livello di decessi da incidenti stradali nel mondo, sollecitando e sostenendo le iniziative condotte a livello nazionale, europeo e mondiale, che tuttavia devono essere stabiliti dai singoli Stati Membri. Nel 6th Road Safety PIN Report denominato A challenging start towards the EU 2020 Road Safety Target e prodotto dallo European Transport Safety Council (ETSC) durante il sesto anno del programma Road Safety Performance Index (PIN) (15), è stata fornita una panoramica dei risultati raggiunti nel decennio 2001-2010 ed è stata introdotta la nuova valutazione del raggiungimento del nuovo obiettivo UE previsto per il 2020. Nel 2010 tutti i 27 Paesi dell’UE hanno ridotto la percentuale dei morti per incidenti stradali rispetto al 2001 (Figura 17), tuttavia hanno raggiunto in pieno l’obiettivo della riduzione del 50% solo la Lettonia (-60,9%), l’Estonia (-60,3%), la Lituania (-57,6%), la Spagna (-55,1%), il Lussemburgo (-54,3%) la Francia (-51,1%) e la Slovenia (-50,4%), mentre le riduzioni più basse, inferiori al 10%, sono state registrate a Malta (-6,3%) e in Romania (-3,1%).

 

 

Nel corso dell’ultimo anno ci sono stati 884 morti per incidenti stradali in meno a livello Europeo (nel 2011 rispetto al 2010) pari ad appena il 2,8% con una forte variabilità territoriale (da -17,9% in Lettonia a +27,8 in Estonia), e in Italia del -5,6%.

In 12 dei 27 Paesi dell’UE il numero delle vittime della strada registrate nel 2011 è stato al di sopra di quello del 2010 (Estonia 27,8%, Svezia 19,9%, Cipro 18,3%, Malta 13,3%, Germania

9,6%, Finlandia 7,4%, Polonia 7,2%, Belgio 4,2%, Olanda 3,3%, Lussemburgo 3,1%, Regno Unito 2,8% e Slovenia 2,2%); mentre i Paesi con sicurezza stradale in continuo miglioramento e

riduzioni superiori al 10% sono risultati essere: Lettonia (-17,9%), Spagna (-17,0%), Bulgaria (-15,2%), Romania (-15,1%), Ungheria (-13,8%), Grecia (-13,6%), Danimarca (-13,3%), Irlanda

(-12,3%) e Repubblica Ceca (-11,8%).

Dati dello studio PASSI

Il sistema PASSI, Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia (16), è un sistema di sorveglianza della popolazione adulta, che ha l’obiettivo di stimare la frequenza e

l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute, legati ai comportamenti individuali, oltre alla diffusione delle misure di prevenzione. Si tratta di un’iniziativa promossa nel 2006 dal CCM del

Ministero della Salute e affidata al CNESPS dell’ISS allo scopo di tenere sotto osservazione l’evoluzione dei fattori di rischio per la salute della popolazione italiana.

Tra le informazioni raccolte dal sistema PASSI, attraverso le Aziende Sanitarie Locali (ASL), vi sono anche quelle relative alla guida sotto l’effetto dell’alcol e ai controlli da parte

delle Forze dell’ordine. Secondo i dati 2011, raccolti in 21 Regioni partecipanti, tra coloro che hanno consumato alcolici nei 30 giorni precedenti all’intervista, un intervistato su dieci (9%) ha

dichiarato di aver guidato un’auto o una moto nell’ora successiva all’aver bevuto almeno due unità alcoliche. L’abitudine a guidare sotto l’effetto dell’alcol è più frequente negli uomini (13%

vs. 3% nelle donne), nei giovani della fascia di età 25-34 anni (11%) e nelle persone con livello di istruzione più basso (nessuno/elementare/scuola media inferiore). Si osservano differenze

statisticamente significative nel confronto interregionale, con frequenze di guida sotto l’effetto dell’alcol più alte nelle regioni del Nord rispetto a quelle del Centro e del Sud (range: Friuli-

Venezia Giulia 12% – Basilicata 4%). Inoltre, il 6% degli intervistati riferisce di aver viaggiato, nel mese precedente, in un’auto con una persona alla guida in stato di ebbrezza.

 

Il 34% dei circa 34.500 intervistati nel 2011 che dichiarano di essere andati in auto o in moto negli ultimi 12 mesi, ha riferito di aver subìto un controllo da parte delle Forze dell’ordine, in

veste di guidatore o di passeggero. In media questo controllo è capitato più di due volte in un anno. Dal confronto tra Regioni emergono differenze statisticamente significative, con un range

che varia dal 20% della Basilicata al 54% del Molise. Solo il 12% degli intervistati fermati dalle Forze dell’ordine riferisce che il guidatore è stato sottoposto anche all’etilotest. Tale percentuale

diminuisce all’aumentare dell’età: dal 23% dei 18-24enni al 6% dei 50-69enni. La percentuale più bassa di controlli con etilotest si registra in Valle d’Aosta (4%) e nella P.A. di Bolzano

(6%), la più alta in Piemonte (15%).

 

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