Racconti, storie e menate .....

 “c…o! ho la clamidia?”

Questo è il messaggio WhatsApp che Giulia ha inviato a Martina, la sua migliore amica,.

Giulia e Martina hanno entrambe 18 anni. Si conoscono da sempre perché hanno fatto le scuole elementari e medie insieme.  Poi alle superiori le i percorsi scolastici si sono divisi perché Giulia, obiettivamente, ha più voglia di studiare ma Martina ha la passione per la cucina. E così la prima ha fatto il Liceo Classico e l’altra l’Istituto Alberghiero: quest’anno è l’anno della maturità!!!

Però non si sono mai perse di vista anche perché fanno parte della stessa compagnia.

Sono due belle ragazze, anche se qualche volta dirselo e ammetterlo è difficile: i difetti sembrano sempre tantissimi e certamente le altre sono meglio!

In realtà hanno un sacco di “ammiratori” ed entrambe hanno avuto delle storie, più o meno importanti e tutte e due hanno avuto esperienze sessuali.

Ha iniziato prima Martina, che è più spigliata, e quando nell’estate di 3 anni fa, al mare con i suoi, ha conosciuto Marco, il più bel ragazzo del posto, un po’ più grande di lei e che le ha giurato amore eterno, lei ha deciso di avere il suo primo rapporto sessuale completo. Completo, sì,  perché in realtà di rapporti orali ne aveva avuti di già, anche con quelli della compagnia, fatti e ricevuti, anche se questi ultimi in percentuale minore. Ma quelli lei non li ha mai considerati dei veri rapporti.

Martina aveva proprio voglia di fare sesso e così, complice anche qualche bicchiere in più,  quella sera dopo la discoteca è successo: e dire che lei neanche ci voleva andare in vacanza con i suoi!

Di quel momento ha un ricordo “dolce”: non una di quelle cose da film in cui si sentono le campane ma neanche una cosa rubata o sporca. È stato bello, intimo, suo. “Ma avete usato il preservativo?” le aveva chiesto Giulia quando glielo aveva raccontato. “Certo che no!” aveva detto lei “ero già incasinata senza, figurati usare anche quello lì!”. E poi Marco le aveva detto che lei era la prima, beh proprio la prima forse no ma comunque con le altre aveva sempre preso precauzioni, e poi lei era speciale…

Finite le vacanze, con Marco, nonostante tante parole, c’era stato solo qualche messaggio sempre meno frequente e poi più niente. Ma lei sapeva che non era l’Amore con la A maiuscola: perciò il fatto che non si sentissero più le andava comunque bene.

Dopo Martina, anche Giulia si era lanciata!

E poi entrambe avevano avuto un po’ di storie: alcuni li avevano definiti “fidanzati” altri solo “trombamici”. Comunque mai niente di serio. E anche con questi il preservativo era stato un optional poco considerato.

Un giorno Martina aveva notato che in zona genitale, insomma lì intorno, c’erano come dei pezzettini di carne in più, come delle verruche: non facevano male, non sentiva niente. Però proprio non si potevano guardare.

Facendo una ricerca in rete, aveva scoperto che potevano essere la manifestazione di un virus, il papillomavirus (HPV), che si passa tramite contatto sessuale.

Per questo aveva deciso di farsi vedere e aveva chiesto consiglio agli esperti del consultorio, dove era già stata per la pillola. Questi le avevano indicato il centro per Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS) della sua ASL.

E, ovviamente, come per tutte le cose di una certa importanza, aveva  chiesto a Giulia di accompagnarla.

È così che Giulia aveva preso i contatti con il centro MTS: in realtà non era mica andata per lei che poi non aveva proprio niente.

La dottoressa che aveva visitato Martina, però,  dopo aver fatto diagnosi di condilomatosi esterna e cioè di presenza di condilomi a livello dei genitali (il che comportava necessariamente un contato con HPV ) aveva  fatto un discorso un po’ più ampio: e cioè aveva fatto riflettere sul fatto che avere rapporti sessuali occasionali non protetti era rischioso oltre che per un’eventuale gravidanza non voluta (ma questo per Martina e Giulia non era un problema perché entrambe prendevano la pillola), anche perché si potevano prendere le “MTS”.

 In particolare, aveva definito il “rapporto occasionale” non solo come quello fatto con persona totalmente sconosciuta (come era successo dopo quella festa straf… in piscina qualche mese fa dove sia lei che Martina avevano avuto un rapporto con due bellocci di cui adesso ricordavano a mala pena il nome) ma anche quelli fatti con persona che un po’ si conosce ma non è il proprio partner stabile.  E quindi anche con gli “trombamici”.

“Del resto, a voler ben pensare, il concetto  è addirittura ovvio: se quello con cui faccio sesso io ora, fino a ieri lo faceva nello stesso modo con le altre (e questo era sicuramente vero perché detto da lui ma anche dalle altre!!!) proprio sicuro sicuro non posso definirlo, anche se lo conosco da una vita”, rifletteva tra sé e sé Giulia.

L’altra cosa che l‘aveva colpita era stato un discorso rispetto ad alcune infezioni, per esempio la clamidia, che spesso nella donna non danno grossi sintomi e perciò spesso la donna mica si accorge di averle, e che però, se non trattate possono portare a conseguenze un po’ pesanti come l’ipofertilità (cioè la difficoltà ad avere figli) fino anche alla sterilità (cioè alla incapacità totale di avere dei figli)!!!

La dottoressa aveva anche aggiunto: “Certo, adesso che siete giovani il progetto di diventare madri è un po’ lontano da voi; ma crescendo sarebbe brutto trovarsi in difficoltà per avere figli e poi scoprire che la causa è  stata un’infezione da clamidia non riconosciuta e non trattata”.

Giulia aveva iniziato a riflettere: anche lei, come Martina, aveva avuto rapporti occasionali così come li aveva descritti la dottoressa e anche lei, come Martina, non si era sempre preoccupata del preservativo.

E per questo aveva deciso, anche dovendo vincere un certo imbarazzo, di chiedere pure per lei dei controlli.

Aveva quindi preso un appuntamento nel solito centro per MTS, facendosi questa volta  accompagnare lei da Martina, e aveva fatto tutti gli accertamenti, sia quelli su sangue sia i tamponi a livello genitale.

Per fortuna gli esami del sangue, quelli dove si cerca l’HIV, quello dell’AIDS per intenderci, erano risultati a posto; però nei tamponi era venuta fuori la clamidia!!!

La dottoressa aveva tranquillizzato Giulia: l’infezione da clamidia è un’infezione batterica che si cura e si guarisce con degli antibiotici specifici. Questo era quello che lei doveva fare: una cura di antibiotici e poi,  a un po’ di distanza dalla fine della terapia, ancora i tamponi per controllare che tutto fosse ritornato nella norma (ecco questo un po’ le scocciava, però in fondo i tamponi non sono una cosa terribile a parte un po’ di imbarazzo!!!). 

Un’ultima cosa aveva detto ancora la dottoressa: “Attenzione, la clamidia non è un’infezione che si fa una volta nella vita ma si può riprendere tutte le volte che si incontra; inoltre avendo rapporti sessuali non protetti  si è a rischio per tutte le MTS!”.

Dunque bisognava proteggersi. E come?

“Beh, semplice: usando sempre il preservativo!” dissero in coro le due amiche del cuore.